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Anime e Manga

Anime e Manga (6)

Anime e manga sono, in parole povere, i cartoni animati e i fumetti. Solitamente sono diretti ad un pubblico giovane e molto giovane, ma a volte sono apprezzati anche da un pubblico più grandicello. Verranno prevalentemente trattati i prodotti di nicchia provenienti dal giappone, ma non verranno disdegnati, se necessario, articoli sul mondo dei comics americani, dei cartoni animati americani e dei fumetti Italiani. In questa categoria verranno relegate tutte le informazioni più calde e salienti provenienti da questo fantastico mondo, per chi vuole evadere dalla monotonia della realtà per volare con la fantasia!

Martedì, 08 Novembre 2016 15:12

Big Hero 6, un manga anticipa l'uscita del film Disney

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Dopo l'uscita del primo trailer, ora arrivano altri due video del prossimo film Disney e viene reso noto che l'artista Haruki Ueno lancerà a settembre su Magazine Special un adattamento manga del film d'animazione Big Hero 6, tratto a sua volta dal fumetto omonimo della Marvel Comics, casa editrice di proprietà della Marvel Entertaiment, dal 2009 in mano alla Walt Disney Company. Inoltre, sul numero 36/37 di Shounen Magazine che uscirà il 6 agosto prossimo, ci sarà un episodio 0 che farà da prologo alla storia.

Finora ci sono stati alcuni adattamenti in oneshot delle pellicole cinematografiche della Walt Disney, come "Rapunzel", "Wall-E" e "Pirati dei Caraibi: La maledizione del forziere fantasma", ma questa è la prima volta che assistiamo ad un adattamento cartaceo completo e che anticipa l'uscita del film stesso. Il 54° lungometraggio della Disney è diretto da Don Hall e Chris Williams, che ha partecipato in "Mulan" e "Le Follie dell'Imperatore", e tra i produttori abbiamo Roy Conli, famoso per altri film come "Rapunzel", "Hercules" e "Tarzan". L'uscita del film arriverà prima in Nord America il 7 novembre, seguito dal Giappone (qui col nome di "Baymax") il 19 dicembre e in Italia dal 25 dicembre. La canzone principale sarà Edge of the Earth dei Thirty Seconds to Mars e durante la proiezione del film sarà contenuto anche il cortometraggio Feast.

Il fumetto originale è nato dalle menti di Steven T. Seagle e Duncan Rouleau e si tratta di un team di sei supereroi al servizio del governo giapponese, tra cui anche Hiro Takachiho e Baymax, protagonisti indiscussi di questa nuova pellicola. Ne sono usciti 3 numeri di questo comic, dal titolo "Sunfire and Big Hero Six", da settembre a novembre del 1998, poi i suoi personaggi fanno un'apparizione nel n°17 di un altro fumetto: Alpha Flight. Nel 2008 la storia è stata ripresa, anche se ambientata in un altro universo, con un nuovo titolo, Big Hero Six, e ha raggiunto quota 5 volumetti nel 2009. In Italia la serie è inedita.

Trama:
Hiro Hamada, un giovane esperto di robotica, rimane coinvolto in un complotto criminale che minaccia di distruggere la frenetica e tecnologica città di San Fransokyo. Con l'aiuto del suo robot Baymax e dei suoi amici Go Go Tomago, Wasabi, Honey Lemon e Fred, il ragazzo prodigio tenterà con la sua squadra di supereroi di salvare la città.

Lunedì, 10 Ottobre 2016 15:58

Dragon Ball Evolution: come rovinare un mito

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I più affezionati al manga culto di Akira Toriyama non avranno perso l’occasione di vedere “ Dragon Ball Evolution”, film prodotto dalla 20th Century Fox e proiettato nelle sale cinematografiche italiane qualche anno fa. Dopo il suo annuncio, è partita la solita azione propagandistica con l’uscita di trailer, interviste e immagini.
Molti otaku sparsi nel web, speranzosi di vedere il nostro Goku in carne ed ossa combattere contro le forze del male, hanno scritto una miriade di notizie sull’evento.
Per chi ha visto il film, quelle speranze sono inesorabilmente cadute. Orrore, disperazione! Il live-action è una catastrofe.
Tutti a chiederci Dove sia Dragon Ball.
Sembra di assistere a un insieme di scene mal connesse fra loro e con effetti speciali ridicoli, ma procediamo per ordine.



In tempi antichi, la Terra fu vicina alla distruzione invasa da alieni provenieni da Namec. Per proteggere il pianeta da un ulteriore attacco, sette saggi crearono sette sfere di cristallo, le Dragonball. Piccolo, un namecciano, è ora tornato per prendersi la sua rivincita sugli umani. Solo un guerriero è in grado di evitare il peggio, Goku, che nel giorno del suo 18° compleanno imparerà a confrontarsi con se stesso e il suo destino. Dopo la morte del nonno, Goku, insieme ad un’inguardabile Bulma (non esteticamente s'intende!), andrà alla ricerca del maestro Muten che lo metterà a conoscenza del potere delle sfere del drago.
Al giovane eroe viene affidata una missione fondamentale: ritrovare le sfere e fermare Piccolo.

Oltre i nomi non vi è nulla nel film che ricordi l’opera di Toriyama. Goku innamorato di Chi Chi, la più bella della scuola, si trasforma nel tipico adolescente incapace con le donne che, alla Smallville, viene preso in giro dai bulletti di turno ai quali non può mostrare la sua vera forza per volere del nonno.
Spontaneo è chiedersi se il regista James Wong abbia mai letto o quantomeno visto Dragonball. La 20th Century Fox ha sfruttato il buon nome dell’opera di Toriyama per attirare le folle e lasciarle a un prodotto altamente scadente.
Anche la trama è poco chiara. Sappiamo del ritorno di Piccolo dopo milioni di anni, ma non conosciamo il modo in cui è tornato e il perché cerca le sfere per completare il suo piano di vendetta. I personaggi secondari sono inconsistenti. Chi Chi, ad esempio, è utilizzata solo per inserire un po’ di romanticismo nel film e far cadere l’etichetta di sfigato dalla faccia Goku.
La narrazione è spesso incoerente: si passa da un luogo all’altro senza un particolare nesso logico. Gli effetti speciali della battaglia Goku VS Piccolo sembrano di altri tempi (ricordano quelli dei Power Rangers).
Una pellicola davvero scarsa il cui insuccesso potrebbe frenare l’impertinente idea della Fox di trasformare in film anche una delle più conosciute opere di Watanabe, Cowboy Bebop.

Venerdì, 30 Settembre 2016 14:40

ArtHub a Tokyo! #2

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Piccola premessa: Questa rubrica non vuole assolutamente sostituirsi ad una guida turistica, qui trovate solo delle impressioni e situazioni maturate a Tokyo da una parte dello staff del sito.

Akihabara è il quartiere di Tokyo più devoto all'intrattenimento giapponese, qualsiasi materiale legato al mondo dell'animazione, manga e videogames è possibile trovarlo in uno dei tanti negozi presenti ad Akihabara. Usciti dalla stazione capiamo subito di trovarci nel famoso paradiso Otaku, le enormi pubblicità di Bakemonogatari e Left 4 Dead 2 ricoprono i palazzi fuori dalla metropolitana.

Come già detto ad Akihabara non esiste gadget legato all'universo Otaku che non si possa comprare o ammirare nelle vetrine speciali che solitamente i negozianti posizionano nel piano terra. Lo shop più importante è sicuramente il palazzo della catena Mandarake, 6-7 piani divisi per categoria: Videogames, Figure, Anime DVD, Yaoi, Yuri, Manga, Hentai, Idol e DVD pornografici. In Giappone i negozi sono disposti su più piani, ad Akihabara anche i locali più piccoli dispongono di 5-6 piani di materiale suddiviso nelle categorie sopra elencate.

L'aria che si respira ad Akihabara è proprio quella che spesso intravediamo nei manga, ragazze in cosplay che pubblicizzano per strada i locali dove lavorano e centinaia di pubblicità e negozi legati all'animazione e alla tecnologia. C'è veramente poco da dire su Akihabara.

I negozi che vendono hitec sono anch'essi suddivisi per piani e categorie, fotocamere, notebook, Apple, telefonini ecc.

Nakano oltre ad ospitare il famoso Sun Plaza (Hotel e concert hall) offre un centro commerciale all'aperto a pochi passi dalla stazione, usciti dalla metro ci si trova di fronte ad una via coperta da un caratteristico tetto con all'interno diversi negozi e ristoranti.

Arrivati al Sun Plaza per il concerto delle Morning Musume ci ritroviamo immediatamente invasi da centinaia di anziane in tenuta Wota. Le simpatiche e energetiche nonnine uscivano proprio in quel momento dalla sala dedicata al concerto di un gruppo di idol di sesso maschile.

Non facciamo in tempo a digerire le nonnine che finalmente facciamo la conoscenza dei famosi wota dell'Hello Project.

Come potete vedere dalle foto sono tutti organizzatissimi, foto di idol sui vestiti, magliette dedicate ai gruppi dell'Hello Project e raccoglitori pieni di foto da collezionare e scambiare.

Uno dei tanti fanclub di Tanaka Reina si mette in posa per scattare una foto commemorativa del tempietto dedicato al compleanno della Idol.

Sembravano tutti molto sorpresi e incuriositi del nostro interesse verso un gruppo giapponese come le Morning Musume: per loro è davvero strano immaginare un occidentale appassionato di qualcosa che ha origine in Giappone.

Gli Otaku (di manga e anime) al contrario dei loro colleghi Wota sembrano essersi scrollati di dosso quell'aria e look da nerd che li rappresenta in molti manga e telefilm, scordatevi di trovare folle di " sfigatelli " in giro per Akihabara a comprare manga e sfogliare hentai, la maggior parte degli Otaku di giovane età si presenta con un look non molto differente dai giovani alla moda di Harajuku e Shibuya.

Girando per le strade e metropolitane giapponesi sembra quasi che l'interesse verso i manga e l'animazione sia un po' calato per dare spazio ad altre forme di intrattenimento come la musica o la lettura di romanzi. In metropolitana e nei bar sono molte le persone che decidono di passare il tempo leggendo un libro o smanettando con il cellulare e iPod.

E' noto a tutti l'interesse dei giapponesi verso l'occidente ma pochi sanno come questo interesse viene affrontato dalla società giapponese. Girando per Tokyo un italiano non può non stupirsi di fronte a gli innumerevoli bar, ristoranti e negozi di vestiti che portano nell'insegna bandiere e nomi italiani. I Giapponesi sono assurdamente attratti dall'Italia, in questo paese il made in Italy sembra essere la massima espressione di bellezza, benessere ed eleganza.
L'interesse verso L'America o gli altri stati europei non è assolutamente paragonabile, l'Italia è amatissima quasi sotto qualsiasi aspetto. Dopo aver capito la nostra nazionalità un ragazzo statunitense che lavora da 6 anni a Tokyo è scoppiato a ridere dicendoci "Qua le ragazze preferiscono imparare l'italiano al posto dell'inglese".

Nei prossimi giorni: pub, i locali di Shibuya e molto altro!

Mercoledì, 21 Settembre 2016 14:10

ArtHub a Tokyo! #1

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Ebbene sì, una piccola parte dello staff di ArtHub.it si trova nella capitale Giapponese per una vacanza con data di ritorno ancora da definire. Di seguito riportiamo alcune note tratte dal loro diario di viaggio!

Arrivati all'aeroporto ci si sente catapultati nel futuro, pulitissimo, insonorizzato e tutto perfettamente collegato ai mezzi più importanti: metropolitana, treno, pullman e taxi. Appena terminato il viaggio Narita - Tokyo (in pullman per 5000 Yen - 35 euro circa) ci dirigiamo con la metro a Shinjuku dove ci aspetta una segretaria della Sakura House che dopo qualche carta da firmare e raccomandazione ci lascia le chiavi per la casa a Meguro.

Questa è la zona dove abitiamo, siamo circondati da centinaia di negozi e dalla linea principale della metropolitana di Tokyo. Al piano sopra di noi abita una simpaticissima vecchietta che tutte le mattine ci saluta o ci augura un "guddo job!" dalla finestra!

Il primo quartiere che visitiamo è Harajuku, popolare per i giovani e negozi alla moda. Ci dirigiamo immediatamente al Gorakudoh per cercare un biglietto per il concerto di Nakano delle Morning Musume: il negozio è piccolissimo ed offre una quantità mostruosa di biglietti delle Morning Musume, Berryz, C-ute e Arashi. La prima cosa che ci sorprende è la clientela del negozio, ragazzine e anziane over 50 completamente incollate alla vetrinetta dedicata agli Arashi (gruppo composto da cinque 25enni) e uomini sui 30 dalla parte opposta ad ammirare i biglietti dedicati ai gruppi dell'Hello Project.

Comprato il biglietto giriamo un po' Harajuku e notiamo immediatamente che le bancarelle sono tutte dedicate alla moda giovanile ed al mondo della TV giapponese, abbigliamento stravagante e intere collezioni di foto raffiguranti idol avvolgono tutto il quartiere, mentre il primo posto dove mangiamo si chiama Lotteria ed è un fast food Giapponese.

Prima di lasciare Harajuku ci dirigiamo verso il famoso ponte che ospita gli stravaganti cosplayer del posto ma il risultato è decisamente negativo, non essendo domenica il ponte è vuoto e non ci resta che sorpassarlo e visitare il bellissimo parco e tempio di Harajuku.

Il parco è pulitissimo ed al suo interno regna una pace totale disturbata soltanto dall'evocativo suono delle campanelle vicino a gli alberi del tempio e dallo scorrere dell'acqua all'interno dei tempietti per la purificazione. All'interno del parco è sorprendente come lo staff del tempio si suddivide i compiti per mantenere pulita la zona: la cura nel pulire i sentieri è maniacale!

La TV Giapponese (anche conoscendola bene) riesce immediatamente a stupirci, di prima mattina iniziano a mostrare le foto di un killer con tanto di interminabile confronto tra il vecchio e nuovo look del ragazzo. La cosa particolare è che le indagini sono illustrate da gente che solitamente si occupa di stranissimi giochini o stravaganti pubblicità (eh sì, c'era anche il nostro pessimo connazionale Panzetta), il tutto è di un ilarità imbarazzante!

Nel pomeriggio visitiamo Shibuya, il quartiere delle grandi marche e della vita notturna (un po' come tutta Tokyo d'altronde). Inspiegabilmente il primo negozio in cui entriamo è una delle TANTE pornoteche di 6 piani presenti a Tokyo; il materiale al suo interno è qualcosa di assurdo, il mercato pornografico Giapponese è il più vasto e vario del mondo, 6 piani completamente ricoperti da DVD a tema. Siamo stati ingannati dalle action figure e manga presenti all'entrata! Usciamo!

La giornata a Shibuya scorre velocemente, negozi di grandi stilisti italiani, caffetterie di lusso e qualche giretto al Shibuya 109, centro commerciale dedicato completamente alla moda giovanile femminile: all'interno del palazzo il 99% delle persone è formato da ragazze e donne!

Nei prossimi giorni: Akihabara, Nakano, Wota, Otaku, l'Italia in Giappone, pub e i locali di Shibuya!

Mercoledì, 14 Settembre 2016 13:49

Recensione - Koukaku no Regios

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Non credo di sbagliare quando dico che Koukaku no Regios (Chrome Shelled Regios) è una serie particolare dalle molteplici anime; nata infatti come Light Novel a storie brevi per la rivista Dragon Magazine nel 2006, ha finito col generare altri tre differenti Light Novel, due manga e la serie tv oggetto di questa recensione; un'altra particolarità è che tutti questi lavori sono pubblicati da differenti editori su diverse riviste o in volumi e sono scritti dallo stesso autore che continua tuttora a lavorare su tutte le storie con notevole rapidità.


Trama:
Ambientato in un futuro prossimo, il mondo si è desertificato e sono presenti dei mostri enormi detti "filth monsters", ovvero mostri infettati. Per proteggersi da queste creature gli umani hanno creato delle città mobili chiamate Regios, che vengono mosse grazie al potere delle fate. Nella città accademia di Zuerni, dove gli abitanti sono tutti studenti, arriva un ragazzo, Layfon Alseif, il quale dimostra subito grandi doti e viene adocchiato da Nina Antalk, leader del 17° plotone dell'arte militare. Layton viene costretto a farne parte dal presidente del consiglio studentesto, che copre anche il ruolo di capo della città e sembra sapere molte cose su di lui. Layfon dimostrerà di avere una grandissima forza, ma anche di nascondere dei segreti nel suo passato. Chi è Layfon Alseif in realtà? Cosa nasconde del suo passato? Inizia una nuova storia tra sentimenti e combattimenti.

Tecnica:
Una tecnica di disegno probabilmente non nuovissima, ma sicuramente di grande stile e impatto; il chara design è veramente ben fatto e i fondali sono veramente fantastici. L'animazione è ottima, soprattutto nei combattimenti dove troviamo una qualità degna dei migliori anime, ma anche in parti più statiche rileviamo sempre un minimo di movimento. La CG è abbastanza presente ed è fatta in maniera egregia, soprattutto i movimenti risultano fluidi e non meccanici come in serie che fanno largo uso della CG. La trama è particolare e abbastanza innovativa, grazie all'uso di flashback siamo in grado di comprendere allo stesso tempo sia la storia del presente che ciò che è accaduto nel passato; la l'evoluzione della storia fin'ora, è risultata fluida e non presenta episodi a vuoto; i personaggi sono abbastanza curati, ma non molto innovativi, infatti è un tratto già visto in passato in altre serie col rischio di fare confusione. Al sonoro va fatto un applauso, perché sia l'opening "Brave your Truth" che le musiche all'interno dell'anime sono molto belle e danno una carica incredibile.

Fansub:
Fate-Subs fa un buon lavoro di timing e traduzione, anche l'adattamento dei testi risulta buono e lo stile semplice per i sottotitoli ne facilita la lettura.
Gli episodi sono privi di karaoke e traduzione delle sigle, scelta che potrebbe piacere o non piacere; personalmente appoggio questa decisione dato che permette al gruppo di concentrarsi maggiormente sul fansub vero e proprio e allo stesso tempo diminuire il tempo necessario al rilascio, inoltre lo spettatore potrà gustarsi a pieno le sigle. Per quanto riguarda il file abbiamo un softsub mkv, di conseguenza è presente la raw senza manipolazioni che risulta ottima in tutti i settori compreso il drf; l'audio è un ac3 a 4 canali che simula il sorround e qui sono un poco perplesso perché, se la trasmissione era multicanale, non vedo perché non registrare direttamente col formato corretto. [ndClover]

Commento Finale:
Dopo aver visionato 8 episodi posso dire che la ZEXCS per l'inizio dell'anno in cui ha rilasciato quest'anime, ha tirato fuori un anime che aveva progettato di diventare un capolavoro, essendo molto dotato tecnicamente e avendo una trama intrigante. Sono ancora agli inizi (In totale ci sono 24 episodi) ma Koukaku no Regios punta molto in alto e se mantiene lo standard attuale può riuscire a diventare un titolo importante.

 

Disegno: 8 - Sonoro: 9 - Animazione: 9 - Trama: 8 - Totale: 8

NOTE FANSUB - by Clover
Concludo con un appunto, dato che ho letto di problemi riguardanti la grandezza dei sottotitoli che finiscono con l'occupare metà schermo; essendo un softsub i sottotitoli sono allegati e non impressi, ricordo che è possibile diminuirne la grandezza agendo sulle proprietà del programma usato per la loro visualizzazione (forzando le impostazioni desiderate) o estraendo il file dei sub per modificarlo.

Mercoledì, 07 Settembre 2016 15:58

Un incontro con l'Ars Magica

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Conosciuta e rinomata a livello mondiale, la 07th Expansion, alla quale fa capo Ryukishi07, deve la sua grande notorietà a titoli ormai di culto principalmente legati alla serie When They Cry, ovvero i celeberrimi Higurashi no Naku Koro ni e Umineko no Naku Koro ni.
Entrambe visual novel rilasciate rispettivamente tra il 2004 e il 2008 episodicamente nel corso dei vari Comiket, hanno raggiunto un successo mondiale che ha consentito a questi giochi, nati come semplici doujin per PC, la possibilità di venire portati su diverse console, quali Playstation e Nintendo DS, senza tralasciare adattamenti anime di eguale fortuna.
Nessuno di questi ha mai però raggiunto il suolo italiano sotto forma di prodotto commerciale, quindi senza ampie conoscenze di lingua giapponese era pressoché impossibile reperire una qualsiasi di queste versioni. Questo fino a qualche anno fa, quando un gruppo di volenterosi italiani, uniti sotto il nome Ars Magica, ha preso il coraggio a due mani e si è lanciato nel progetto di realizzare una traduzione completa dei due capitoli di Umineko, per un totale di 8 Episodi e quasi 100 ore di lettura!
Dopo il raggiungimento di una certa notorietà che contraddistingue i volenterosi traduttori coinvolti ed essendo ormai prossimi alla conclusione della mastodontica opera messa in atto, è con grande piacere che ArtHub vi propone quest’intervista a caldo rilasciata dal portavoce del gruppo, RedKey, con il quale abbiamo scambiato diversi pareri ed ottenuto maggiori delucidazioni sul loro lavoro.

D: Come primissima cosa, vorremmo sapere qualcosa di voi. Della vostra storia. Com'è nata l'Ars Magica, e quando di preciso?

R: L'idea di tradurre Umineko no Naku Koro ni è nata nell'estate del 2009 da Titto, un vecchio membro che possiamo dire è stato il 'fondatore' dell'Ars Magica. Io sono entrato a far parte del gruppo solo nel gennaio 2010, a progetto già avviato (era appena iniziata la traduzione di Legend of the Golden Witch [Il primo degli otto episodi di Umineko]). A quei tempi comunque eravamo disorganizzati, non ci eravamo prefissati alcuna scadenza né avevamo certezza di riuscire ad andare oltre il primo Episodio. Durante lo sviluppo del progetto in questi due anni però è nato uno "zoccolo duro" composto da membri affiatati che, benché ridotto rispetto agli inizi, si è mantenuto costante. Il nostro ritmo di lavoro è molto più rapido ora.

D: Ora che abbiamo parlato della vostra storia passata ci piacerebbe esplorare più da vicino il vostro lavoro: tra quei nove rimasti così affiatati e ben organizzati, come dividete il lavoro?

R: Io estraggo la parte grafica e lo script dell'Episodio, e divido quest'ultimo in capitoli, a loro volta suddivisi per comodità in più parti. Swigun, Maruko, Occultics, Kaw e Dario le traducono, Maria e Sympho ricontrollano i testi per eventuali errori e tenere il più possibile uniformità di traduzione, che poi tornano a me per essere inseriti nello script finale dopo i dovuti accorgimenti.
Fatto ciò avviene il beta testing, ad opera di Ronso, Sensei e Swigun. Alla fine, chiru, che si occupa del nostro sito, pubblica la patch online.

D: Approposito del controllo del testo, tendete sempre a dargli uniformità fra di voi oppure fra gli "addetti ai lavori" ci sono dei membri che conoscono la lingua giapponese ad un livello tale da poterla usare come riferimento?

R: Il fulcro principale è la traduzione inglese, sia per l'adattamento italiano che per il controllo della fedeltà Ci affidiamo al giapponese quasi esclusivamente per alcune frasi particolarmente ambigue, di difficile resa, o per cui è fondamentale saper mantenere integro il significato letterale (ad esempio il testo rosso, o la soluzione dell'Epigrafe).
Ciò è causato dal numero esiguo di membri che conoscano il giapponese ad un livello adeguato.
Ricontrollare tutto il testo originale è possibile, ma allungherebbe a dismisura i tempi di produzione.

D: Dunque lavorate principalmente basandovi sul lavoro anglosassone. Anche il vostro modus operandi è simile a quello del gruppo inglese oppure vi sono differenze nell'approccio al progetto?

R: In linea di massima è lo stesso, tranne alcuni accorgimenti: per noi è un po' più semplice, dato che della traslitterazione dei nomi, effettuata attraverso contatto diretto con l'autore, e della struttura base dello script per ONScripter se ne sono già occupati The Witch Hunt - ringrazio in particolare Klashikari e chronotrig, che si sono sempre mostrati molto disponibili nei nostri confronti. Per certi aspetti invece è leggermente più difficile, dato che cose come le lettere accentate, proprie della nostra lingua, non sono nativamente supportate dal programma.

D: Ora vorremmo toccare un argomento che per alcuni potrebbe risultare scontato, ma ci teniamo a chiarire questo fattore per quanti sono rimasti perplessi dalla scelta passata di escludere l'universo del fansub. Come si differenzia il vostro lavoro di traduzione rispetto al mondo dei fansubbers?

R: Prima di tutto chiariamo una cosa: in quanto a legalità in generale il mondo delle traduzioni fan delle visual novel si colloca nella stessa area grigia del fansub - teoricamente i gruppi lavorano con la richiesta di un produttore di cessare l'attività (la famosa lettera Cease & Desist) come una spada di Damocle.
Secondo me, da un lato sono tollerate perché comunque raggiungono un numero molto esiguo di persone, o comunque perché alle compagnie coinvolte non interessa condurre una "caccia alle streghe" in questo senso.
Dall'altro, ci sono gruppi doujin, magari emergenti o non molto famosi, che accolgono molto volentieri l'opportunità di far conoscere il proprio lavoro a una fetta più ampia di mercato a costo zero. Di questo fa parte Ryukishi07 che, nonostante sia famoso nell'ambito, principalmente grazie ad Higurashi, si è dimostrato molto gentile ed entusiasta nel sapere che Umineko avrebbe avuto una traduzione italiana.

D: Oltre ad essere il primo gruppo italiano ad aver portato a compimento e con successo una traduzione mastodontica del calibro di Umineko siete addirittura riusciti ad ottenere il via libera dallo stesso autore. Come avete ottenuto un tale risultato? É stato difficile convincere la 07th Expansion?

R: No, assolutamente. A onor del vero, abbiamo lavorato per molto tempo con una certa esitazione prima di scrivere alla 07th Expansion - non eravamo ancora sicuri di poter finire ciò che avevamo cominciato, e volevamo evitare eventuali brutte figure con l'autore. Poco tempo fa (era già uscito l'Episodio 7) abbiamo deciso che quello sarebbe stato il momento giusto per contattarli, e Ryukishi07 ci ha risposto subito dandoci la sua approvazione.

D: Dopo Umineko intendete rimanere fedeli alla 07th Expansion e tradurre anche Higanbana no Saku Yoru ni. Avete altre previsioni o idee per quando completerete anche questo progetto?

R: Oltre ad Higanbana, tradurremo Umineko no Naku Koro ni Hane, un brevissimo cd aggiuntivo che davano al Comiket 81.
Umineko no Naku Koro ni Tsubasa, che contiene altre brevi storie, è ancora in forse, ci servirebbero più traduttori dalla lingua originale dato che non è mai stata fatta una patch inglese completa.
Al prossimo Comiket estivo uscirà Rose Guns Days, sempre della 07th Expansion, ma non vogliamo prendere impegni ancor prima di averlo letto e aver visto se è di nostro gradimento.

D: Della produzione 07th non avete considerato Higurashi no Naku Koro ni, opera prima e portabandiera della compagnia. qualche ragione in particolare per ignorarla?

R: Ci abbiamo pensato a lungo quando abbiamo discusso su cosa fare dopo Umineko, ma abbiamo concluso che significherebbe altri due anni circa di lavorazione, e siamo un po' restii a prendere di nuovo un impegno a così lungo termine. Vogliamo cimentarci in qualcosa di più breve.

D: Bene, ora che abbiamo chiarito le vostre intenzioni future, sarebbe interessante passare ad un argomento più ampio. Dal vostro punto di vista, quali possono essere considerati i punti di maggior differenza tra le visual novel e gli altri media di animazione giapponese come anime e manga? Pensate che siano queste differenze la causa del loro minor successo, oltre ai problemi di diffusione?

R: Mentre gli anime e manga sono diventati un fenomeno molto diffuso in diverse parti del mondo, le visual novel sono ancora viste come appartenenti a una ristretta cerchia di pubblico otaku. Non hanno avuto la stessa diffusione, complice probabilmente la concezione delle compagnie di videogiochi di ciò che può risultare essere un prodotto adatto al mercato occidentale, in cui come possiamo vedere sono pochissimi i titoli di questo genere, e la conseguente mancanza di mezzi per superare la barriera linguistica e raggiungere il grande pubblico anche in Occidente.
Ogni gruppo di traduzione ha naturalmente come obiettivo principale il far conoscere queste opere di nicchia e permettere al maggior numero possibile di utenti di poterne usufruire.

 

D: Come vedete la diffusione delle visual novel in Italia?

R: Non ricordo alcuna traduzione ufficiale in italiano. Il massimo che mi viene in mente è Ace Attorney, che non è una visual novel. Questo tipo di prodotti, a meno che ibridati con altri generi e gameplay, difficilmente vedranno la luce.

D: Grazie per averci concesso il vostro tempo. Come ultimo, immaginiamo che voi siate dei promotori dell'acquisto dei prodotti originali. Se doveste esortare i nostri lettori ad acquistare delle novel originali, come lo fareste?

R: Molti prodotti hanno una versione trial liberamente scaricabile (quella di Umineko anche tradotta in inglese da The Witch Hunt con tutto l'Episodio 1), consiglio sempre di consultarla per essere convinti dell'acquisto.
Dal canto nostro, cerchiamo di agevolare la transazione nel modo più semplice possibile. Link diretti ad hobibox, istruzioni all'interno del readme, supporto diretto. Insomma, quello che è in nostro potere fare, lo facciamo.

Dimostratisi molto disponibili, i membri della Ars Magica hanno chiarito la loro personale visione riguardante il mondo delle visual novel ed hanno aperto una finestra su un mondo che è ancora ben lungi dall’essere maturo, ma tuttavia in espansione costante. Confidiamo che la lettura sia stata piacevole e che i nostri affezionati lettori abbiano trovato gradito quest’angolo di curiosità riguardante una fetta di mercato che, benché poco apprezzata in occidente, sta prepotentemente invadendo la concezione occidentale del giocare “alla giapponese”.

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